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	<title>Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</title>
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	<description>Scuola dell&#039;infanzia paritaria di Cardano al Campo (VA)</description>
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		<title>Obbligo di pubblicazione contributi ricevuti da Enti Pubblici 2023</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/obbligo-di-pubblicazione-contributi-ricevuti-da-enti-pubblici-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 16:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 30 giugno 2024 corre l’obbligo di pubblicazione delle erogazioni pubbliche ricevute nel 2023, dell’elenco completo e dettagliato degli aiuti e contributi pubblici ricevuti nell’esercizio<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 30 giugno 2024 corre l’obbligo di pubblicazione delle erogazioni pubbliche<br />
ricevute nel 2023, dell’elenco completo e dettagliato degli aiuti e contributi pubblici ricevuti nell’esercizio<br />
dell’attività di impresa, se di importo complessivo superiore a 10.000 euro, in attuazione alla Legge n. 124<br />
del 04/08/2017, c. da 125 a 129) e ss.mm.ii.</p>
<p><a href="https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2024/06/Contributi-da-pubblicare_2023.pdf">Contributi da pubblicare_202</a><a href="https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2024/06/Contributi-da-pubblicare_2023.pdf">3</a></p>
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		<title>&#8220;Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio&#8230; Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.”</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/ricordati-se-mai-dovessi-aver-bisogno-di-una-mano-che-ti-aiuti-che-ne-troverai-una-alla-fine-del-tuo-braccio-nel-diventare-piu-maturo-scoprirai-che-hai-due-mani-una-per-aiutare-te-stesso-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 16:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[vlada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vlada è arrivata da noi 2 anni fa insieme alla sua mamma, alla nonna e ai suoi tre fratelli. E’ scappata dalla guerra in Ucraina, raccolta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/ricordati-se-mai-dovessi-aver-bisogno-di-una-mano-che-ti-aiuti-che-ne-troverai-una-alla-fine-del-tuo-braccio-nel-diventare-piu-maturo-scoprirai-che-hai-due-mani-una-per-aiutare-te-stesso-l/">&#8220;Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio&#8230; Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.”</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Vlada è arrivata da noi 2 anni fa insieme alla sua mamma, alla nonna e ai suoi tre fratelli. E’ scappata dalla guerra in Ucraina, raccolta nei suoi vestitini, piena di paura e di inconsapevolezza.</h4>
<h4>Ricordiamo il primo giorno in cui ci siamo conosciute, lei in braccio alla sua mamma è, arrivata giustamente, con nessuna voglia di affidarsi a qualcuno.</h4>
<h4>Ricordiamo che mentre cercavamo di imbastire una comunicazione con la mamma, lei è scesa dalle sue braccia e si è accasciata a terra tappandosi le orecchie perché, proprio in quel momento, passava un aereo. Il suo forte rumore in lei ha riacceso il ricordo dei bombardamenti.</h4>
<h4>Inserita nella sezione dei delfini ha trovato accoglienza, sin da subito, da parte di quelli che, in pochissimo tempo, sono diventati i suoi amici. Spaesata e timorosa, con il passare dei giorni, si è abituata al calore della routine scolastica vivendo, sempre di più in prima persona, la quotidianità.</h4>
<h4>L’affetto è cresciuto e con esso anche lei che, lentamente, ha imparato una nuova lingua, dei nuovi modi di vivere e dei nuovi gusti culinari. In questi due anni Vlada è cresciuta e maturata, diventando una piccola donnina autonoma e responsabile. Nonostante il suo carico emotivo è riuscita a venire tutti i giorni a scuola in modo spensierato, portando tra di noi sorrisi e allegria condivisa con i compagni e gli adulti a lei vicini nel suo percorso di crescita.</h4>
<h4>Insieme abbiamo vissuto un’esperienza di grande umanità grazie e soprattutto a chi si è preso cura interamente della famiglia e ha scelto noi come istituzione scolastica, per dare la possibilità a Vlada, di inserirsi in una comunità educante.</h4>
<h4>Purtroppo, pochi giorni fa, abbiamo appreso la triste notizia che Vlada avrebbe fatto ritorno in Ucraina. La comunità e, soprattutto tutte le persone che si sono prese cura di lei, si sono attivate per organizzarle una festa, un momento da ricordare che potesse portare nel cuore!</h4>
<h4>A scuola abbiamo festeggiato con dolci e risate regalandole un piccolo libricino in cui abbiamo raccolto delle foto rappresentative di momenti speciali; nel pomeriggio, al termine della scuola, è stata organizzata una festa a sorpresa con i bambini e i genitori della sua sezione. E’ stato un momento carico di emozioni, i piccoli hanno giocato e fatto merenda insieme e i genitori si sono raccolti intorno a questa famiglia, trasmettendo tanta solidarietà.</h4>
<h4>E’ stato davvero bello vedere come tante persone si siano riunite intorno alla piccola Vlada e si siano adoperate per rendere sorridente questo suo momento emotivo di grande fatica.</h4>
<h4>Ci siamo ripromesse che troveremo il modo di tenerci in contatto per continuare ad essere partecipi, anche se da lontano, alla sua vita.</h4>
<h4>In cuor nostro speriamo ardentemente che, l’esperienza ricca di amore che Vlada ha potuto vivere qui, possa aiutarla a superare tutte le fatiche che incontrerà nel suo paese che da un po&#8217; combatte una situazione davvero di profonda sofferenza e crudeltà.</h4>
<h4>Vlada, seppur piccina, ci ha insegnato che con la forza, la volontà e la pazienza si possono risanare anche situazioni di grande dolore trovando, in esse, anche il bello. Vlada ci mancherà tantissimo, la ricorderemo con affetto. Le auguriamo tutto il bene, tanta forza nell’affrontare le difficoltà della vita, sperando che riesca a mantenere il suo carattere dolce e sensibile.</h4>
<h4>Nella speranza di sentirci al più presto le auguriamo tanta bellezza, ci mancherà!</h4>
<h4 style="text-align: right;">Alessia e Chiara</h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
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		<title>L’empatia, una &#8220;materia&#8221; da insegnare a scuola</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/lempatia-una-materia-da-insegnare-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 13:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni “empatia” è un sostantivo che è entrato moltissimo nel parlare comune. Un atteggiamento, questo, che non è utile solo perché fa sì che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/lempatia-una-materia-da-insegnare-a-scuola/">L’empatia, una &#8220;materia&#8221; da insegnare a scuola</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni “<strong>empatia</strong>” è un sostantivo che è entrato moltissimo nel parlare comune. Un atteggiamento, questo, che non è utile solo perché fa sì che siamo più altruisti, ma che torna a beneficio della nostra persona nella sua interezza, a livello personale e a livello sociale.</p>
<p>Negli ultimi anni si è anche assistito ad una<strong> tendenza contraria</strong>, e se <strong>la scuola si trova infatti a dover insegnare sempre più spesso ai bambini le emozioni,</strong> cosa significa? Significa che<strong> i nostri bambini hanno bisogno di tornare a fare i conti con i loro sentimenti</strong>, sia a casa sia a scuola, perché evitare di parlarne, di affrontarli e di comprenderli è davvero deleterio. Tra questi sentimenti certamente c’è l’empatia, che sta alla base delle relazioni sociali funzionali ed armoniche e che è la base per capire le emozioni nella loro totalità. Come aiutare i bambini ad “allenarsi” a questo sentimento?</p>
<p>Negli anni Settanta nasce il <strong>Circle Time</strong> nell’ambito della psicologia umanistica come approccio educativo finalizzato a favorire lo sviluppo di capacità relazionali e comunicative nei bambini in età pre-scolare. Il Circle Time è una metodologia educativa che consiste nel disporre tutti i componenti della sezione in un cerchio, insegnante incluso, e discutere di un argomento proposto e/o scelto dai bambini. La <strong>disposizione a cerchio </strong>consente a ciascuno di avere l’attenzione di tutti.</p>
<p>Per stabilire i <strong>turni di parola</strong> ed evitare interruzioni e sovrapposizioni di voci, solitamente viene scelto un oggetto con la funzione di testimone, che “dà la parola” a chi lo ha in mano e viene passato alla fine di ogni intervento.</p>
<p>È importante notare che il Circle time non è un metodo finalizzato all’apprendimento di nozioni, bensì alla condivisione di informazioni: per partecipare al cerchio, è necessario essere aperti ad imparare gli uni dagli altri in un <strong>clima di ascolto reciproco</strong>.</p>
<p>Durante il Circle Time, l’insegnante svolge un ruolo di “facilitatore”, offrendo incoraggiamento ai bambini più timidi, facendo domande di chiarimento e approfondimento e guidando la discussione per far sì che tutti abbiano l’opportunità di esprimere la propria opinione.</p>
<p>Una volta conclusa la conversazione, l’insegnante riassume i pareri emersi e fornisce un feedback su quanto appena avvenuto, evidenziando gli aspetti positivi della condivisione e del confronto.</p>
<p>L’obiettivo principale del Circle Time è quello di<strong> facilitare la comunicazione </strong>e <strong>approfondire la conoscenza reciproca tra i bambini</strong>. In questo modo, contribuisce a promuovere un <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.igeacps.it/come-promuovere-un-clima-di-classe-positivo/"><strong>clima di sezione positivo</strong></a> </span>e permette all’ insegnante di conoscere e capire meglio i pensieri e i comportamenti dei propri bambini.</p>
<p>Nei bambini, questa metodologia favorisce lo sviluppo della capacità di <strong>riconoscere </strong>e <strong>gestire le proprie emozioni</strong>, stimola all’assunzione di responsabilità, migliora le competenze comunicative ed educa all’inclusività e al confronto.</p>
<p>Il contesto scolastico rappresenta per il bambino un luogo di crescita e formazione a 360 gradi, in cui ha la possibilità di acquisire e accrescere sia le proprie competenze cognitive sia le cosiddette <strong>“</strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.igeacps.it/life-skills-a-scuola-approvata-la-proposta-di-legge/"><strong>life skills</strong></a></span>”, competenze trasversali essenziali per rispondere efficacemente alle richieste della vita.</p>
<p>Ho voluto dedicare queste pagine ad un sentimento fondante del nostro lavoro e di conseguenza spiegare la metodologia adottata per aiutare i nostri bambini ad entrare in contatto con l’altro.</p>
<p>Nel nostro cambiamento di visione educativa reputo che sia ancora più importante puntare sulla costruzione emotiva di ciascun bambino affinché possa strutturarsi e rafforzarsi non soltanto personalmente, ma anche in comunicazione con l’altro.</p>
<p>Solo avendo una buona solidità emotiva in reciprocità con chi ci circonda ci permette di andare incontro al nuovo senza sentirci soli.</p>
<p>La pedagogia che, lentamente stiamo “snocciolando,” vede un bambino competente, attore della sua crescita e costruttore di significati, capace di instaurare rapporti affettivi, cooperativi e di scambio che costituiscono una leva importante per lo sviluppo della socialità e degli apprendimenti.</p>
<p>Il Circle Time si inserisce in questo panorama educativo ed è il primo passo per i bambini per entrare in contatto con il “proprio sentire”. Questo contatto è necessario come base per consolidare gli apprendimenti.</p>
<p>La nostra progettualità pedagogica mette al centro l’iniziativa dei bambini e si esplica in un ambiente promosso dall’adulto per arricchire e fare evolvere l’esperienza infantile, in un clima emotivo ogni giorno in costruzione, atto a “dare coraggio” a ogni piccolo affinché si senta protagonista della propria crescita.</p>
<p><strong><em>“Non è tanto il viaggio che è importante; è il modo in cui trattiamo coloro che incontriamo e coloro che ci circondano, lungo la strada&#8221;.</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">Alessia</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/lempatia-una-materia-da-insegnare-a-scuola/">L’empatia, una &#8220;materia&#8221; da insegnare a scuola</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
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		<title>AMARE E&#8217; DONARE TUTTO SE STESSO SENZA NULLA CHIEDERE. AMARE E&#8217; NON DIRE MAI &#8220;MI DEVI&#8221;.</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/amare-e-donare-tutto-se-stesso-senza-nulla-chiedere-amare-e-non-dire-mai-mi-devi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 15:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[chiara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amore, cosa vuol dire veramente questa parola? Ormai si pronuncia come una parola come tante altre senza pensare veramente al suo autentico significato e valore. Nell’esprimere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/amare-e-donare-tutto-se-stesso-senza-nulla-chiedere-amare-e-non-dire-mai-mi-devi/">AMARE E&#8217; DONARE TUTTO SE STESSO SENZA NULLA CHIEDERE. AMARE E&#8217; NON DIRE MAI &#8220;MI DEVI&#8221;.</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Amore, cosa vuol dire veramente questa parola? Ormai si pronuncia come una parola come tante altre senza pensare veramente al suo autentico significato e valore.</p>
<p>Nell’esprimere in modo esauriente il concetto di Amore condivido il pensiero di A. Pellai.</p>
<p>L&#8217;Amore è un diritto basato su un&#8217;infinità di doveri. Amare vuol dire non essere sempre e costantemente felici.</p>
<p>Amare davvero a volte significa dover fare fatica, accettare frustrazioni inaspettate, sperimentare emozioni che ci possono lasciare disorientati o confusi.</p>
<p>La forza dell&#8217;amore non sta nella sua capacità di farci sentire sempre al &#8220;top&#8221;.</p>
<p>La forza dell&#8217;amore sta, invece, nella sua capacità di dare significati alla nostra vita, impossibili da conquistare in solitudine.</p>
<p>Accettare l&#8217;amore, nonostante la fatica della quotidianità che giorno dopo giorno ci chiede di essere presenti a noi stessi, alle persone di cui siamo responsabili, ai nostri impegni e doveri significa imparare a costruire un&#8217;esistenza fondata sul concetto di &#8220;noi&#8221;. E questo è straordinariamente fuori moda oggi, dove tutti rincorriamo un &#8220;lo&#8221;, un &#8220;me stesso&#8221; che sta davanti a tutto il resto. Un &#8220;lo&#8221; che ha dei diritti inalienabili che devono essere rivendicati ad ogni costo.</p>
<p>L&#8217;Amore con la A maiuscola è un impegno. E&#8217; un diritto che si basa su un&#8217;infinità di doveri.</p>
<p>Diventiamo ciò che non sapevamo bene cosa fosse e che al traguardo della vita potremo definire &#8220;la nostra magnifica storia d&#8217;amore&#8221;. Proprio come un maratoneta che taglia il traguardo. Quel traguardo che gli dà una gioia infinita. Ma per arrivare al quale, ha fatto fatica, sudato anche l&#8217;anima, provato il terrore di non farcela.</p>
<p>Ecco l&#8217;Amore vero è come una maratona. Ne scopri il senso e sai chi sei solo quando sei arrivato al traguardo. Durante il percorso spesso ti dici &#8220;Non ce la farò mai&#8221;. E invece, passo dopo passo, arrivi in fondo. E guardando tutta la strada fatta sorridi.</p>
<p>Perché sai chi sei. E sai che nella vita hai Amato davvero.</p>
<p>L&#8217;Amore con la A maiuscola è la cosa più bella della vita. Ma a volte anche la più faticosa.</p>
<p>In tutti questi miei anni di lavoro posso affermare che il vero Amore l’ho provato, vissuto e visto esclusivamente tramite il cuore e gli occhi dei miei bimbi. Sono gli unici che non sono condizionati da fattori esterni, hanno il grande dono di essere dal primo all’ultimo puri e spontanei. Se sai amarli ti aprono la porta del loro cuore ti donano la loro purezza e amore incondizionato. Poter corrispondere a questo dono meraviglioso è il regalo più grande che una persona può ricevere. Quindi io come insegnante consapevole delle difficoltà che si possono affrontare in questo mondo lavorativo, pieno di impegni e di fatiche penso che si possa superare tutto rivolgendo a loro un grande grazie e amandoli per quello che sono semplicemente aiutandoli e guardandoli nei loro occhi.</p>
<p>Grazie di tutto cuore per esserci.</p>
<p style="text-align: right;">CHIARA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/amare-e-donare-tutto-se-stesso-senza-nulla-chiedere-amare-e-non-dire-mai-mi-devi/">AMARE E&#8217; DONARE TUTTO SE STESSO SENZA NULLA CHIEDERE. AMARE E&#8217; NON DIRE MAI &#8220;MI DEVI&#8221;.</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
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		<item>
		<title>IL REGALO PIU’ GRANDE CHE TU POSSA FARE A QUALCUNO E’ IL TUO TEMPO. PERCHE’ QUANDO REGALI IL TUO TEMPO, REGALI UN PEZZO DELLA TUA VITA CHE NON TORNERA’ PIU’ INDIETRO”.</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/il-regalo-piu-grande-che-tu-possa-fare-a-qualcuno-e-il-tuo-tempo-perche-quando-regali-il-tuo-tempo-regali-un-pezzo-della-tua-vita-che-non-tornera-piu-ind/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 16:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo dalla convinzione che l’apertura della scuola al mondo al di fuori di essa determina la necessità di una sua diversa strutturazione; su questa base, cerchiamo<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/il-regalo-piu-grande-che-tu-possa-fare-a-qualcuno-e-il-tuo-tempo-perche-quando-regali-il-tuo-tempo-regali-un-pezzo-della-tua-vita-che-non-tornera-piu-ind/">IL REGALO PIU’ GRANDE CHE TU POSSA FARE A QUALCUNO E’ IL TUO TEMPO. PERCHE’ QUANDO REGALI IL TUO TEMPO, REGALI UN PEZZO DELLA TUA VITA CHE NON TORNERA’ PIU’ INDIETRO”.</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo dalla convinzione che l’apertura della scuola al mondo al di fuori di essa determina la necessità di una sua diversa strutturazione; su questa base, cerchiamo di disegnarla, ogni giorno,  come il luogo della sperimentazione e dell’apprendere facendo: una scuola fatta di esperienza che sia ad un tempo intellettuale e pratica, lontana dal metodo trasmissivo che vede il bambino come un <strong>“vaso” da riempire</strong>, come un ricettore passivo di nozioni, ma come <strong>un soggetto attivamente partecipe al suo processo di crescita</strong> e di apprendimento. In questo modo, cambia anche il perno della relazione di insegnamento &#8211; apprendimento: non più l’insegnante, ma il bambino, con i propri interessi e i propri bisogni.</p>
<p>Naturalmente, tale modifiche nel processo di apprendimento determinano un cambiamento radicale nella figura dell’insegnante: non è più colui che trasmette conoscenze intellettualistiche e nozionistiche; egli:</p>
<p><strong> «non è nella scuola per imporre certe idee al piccolo o per formare in lui certi abiti, ma è lì come membro della comunità per selezionare le influenze che agiranno sul bambino e per assisterlo convenientemente a reagire a queste influenze» Dewey.</strong></p>
<p>Crediamo che nella nostra ottica di scuola come apprendimento attivo sia importante insegnare il <strong>concetto di tempo</strong> per accrescere nei piccoli il valore della sua dimensione fondamentale, intesa come contenitore dell’agire del bambino.</p>
<p><strong><em>“PERCEPIRE  IL TEMPO”</em></strong> La dimensione del tempo, come quella dello spazio, nella società di oggi è stravolta dalla modalità e dalla velocità con cui i mass media diffondono le informazioni. La quasi simultaneità dei fatti immerge i bambini esclusivamente nell’immediatezza del presente e non permette loro di instaurare un corretto e solido rapporto fra il passato, il presente e il futuro.</p>
<p>Sul piano didattico occorre dar vita ad una serie di esperienze che guidino il bambino a percepire/scoprire/conoscere il tempo su dimensioni e piani diversi:</p>
<ul>
<li>La dimensione del loro vissuto, della loro storia personale, poiché le connessioni con e fra le esperienze reali di vita aiuta la comprensione “dell’essere e del fare” in rapporto ai tempi propri e degli altri,</li>
<li>La dimensione logica e consequenziale di eventi e storie, che porta a collocare le esperienze nella categoria del tempo per ordinarle e sistemarle; aiuta i bambini a rappresentare la realtà con coerenza e con l’uso di parole che collegano le azioni al tempo e a dare una sistemazione logica ai fatti (fenomeni, eventi…..);</li>
<li>La dimensione psicologica, legata alle dinamiche affettive che conducono a percepire il passato come memoria (di esperienze, sensazioni, percezioni, contatti molteplici con gli oggetti e la realtà) e il futuro come attesa, aspettativa, anticipazione.</li>
</ul>
<p>I nostri bambini sono diventati dei “veri maestri” nel gestire il loro tempo, nel farne tesoro. In esso ogni giorno ci mettono forza, coraggio, amicizia, capacità divertimento, relazione, frustrazione, fallimento e conquista.</p>
<p>Vedono ogni giorno accrescere numerose capacità grazie alle quali poco alla volta vanno incontro alla vita che li aspetta.</p>
<p>Giorno dopo giorno formano la loro personalità in modo sempre più completo sia a livello emotivo/affettivo, sia a livello cognitivo grazie ad esperienze vissute in prima persona e all’aiuto delle loro insegnanti capaci di avere uno sguardo attento e un modo di osservare nel dettaglio ogni specifica individualità.</p>
<p><strong>“IL REGALO PIU’ GRANDE CHE TU POSSA FARE A QUALCUNO E’ IL TUO TEMPO. PERCHE’ QUANDO REGALI IL TUO TEMPO, REGALI UN PEZZO DELLA TUA VITA CHE NON TORNERA’ PIU’ INDIETRO”.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Le insegnanti</em></p>
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		<title>GENITORI E FIGLI: UNA RELAZIONE PER SEMPRE</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/genitori-e-figli-una-relazione-per-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 09:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tiziana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quando nasce un figlio, nascono anche i genitori, pieni di speranze, timori, aspettative. Il compito fa sentire quasi sempre inadeguati. Eppure, per “allenare” un bambino alla<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>&#8220;Quando nasce un figlio, nascono anche i genitori, pieni di speranze, timori, aspettative. Il compito fa sentire quasi sempre inadeguati. Eppure, per “allenare” un bambino alla vita, non occorrono competenze speciali, basta la volontà di mettersi in gioco, solo così è possibile sintonizzarsi con lui ed aiutarlo a crescere libero e felice. Non esistono infatti ricette preconfezionate per gestire le emozioni fondamentali – rabbia e paura, tristezza e disgusto, sorpresa e felicità &#8211; che alimentano la mente del bambino, talvolta innescando disagi e conflitti. Ma alle sfide di ogni giorno è possibile rispondere accogliendo il loro stato emotivo, facendolo sentire compreso, offrendogli strumenti via via più complessi per interpretare quello che prova e attribuirgli un senso.”                 </strong></em>             A. Pellai</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È proprio vero, quando c’è un bambino, ci sono due nuove persone che diventano <strong>genitori</strong>. In realtà, lo sono diventati già nove mesi prima, la loro mente ha cominciato a pensare, immaginare e fantasticare quel bambino che ora gli si è palesato davanti in modo concreto: ma è proprio poterlo stringere, poterlo toccare e guardare negli occhi che dà inizio alla relazione genitore-figlio in modo definitivo, una relazione che durerà per sempre.</p>
<p>Per tutto l’arco della nostra esistenza costruiamo con lui la relazione più speciale che esista, la dimensione più creativa in cui gli adulti possano trovarsi coinvolti. Creativa perché unica, diversa da tutte le altre, così intensa da obbligare la coppia a generare un nuovo equilibrio relazionale, un nuovo modo di stare insieme all’interno del proprio nucleo familiare. Crescere un figlio significa permettergli di diventare ciò che è realmente, accompagnarlo lungo un sentiero che gli consenta di realizzare il proprio progetto di vita, di conoscersi e comprendersi a fondo così da trasformare il proprio potenziale in risorsa per la sua esistenza e per coloro che gli stanno accanto. Sentirsi responsabili di un tale compito manda spesso noi genitori un po&#8217; in crisi. Da una parte ci troviamo travolti da un’immensa felicità. In fin dei conti sapere che diventeremo genitori significa proprio realizzare uno dei progetti più desiderati, sognati e fantastici nella nostra vita. Allo stesso tempo, però, le domande nascono spontanee – “Sarò un bravo genitore? Sarò adeguato a farlo crescere sano e felice?  Reggerò alla fatica e alla responsabilità?” – domande che contaminano la felicità iniziale con molte altre emozioni. La più frequente è la paura di non essere all’altezza del compito.</p>
<p>La paura di non essere all’altezza può essere facilmente addomesticata. La cosa importante da sapere è che per essere buoni genitori non significa saper “fare cose speciali in modo speciale”, bensì “sentire” dentro di sé che si è capaci di ascoltare e accettare le proprie emozioni, passaggio indispensabile per essere poi capaci di sintonizzarsi con gli stati emotivi del proprio bambino, attribuirvi un significato e comportarsi di conseguenza… questo è il <strong>segreto</strong>. Le emozioni rappresentano l’elemento in comune tra grandi e piccoli: è proprio sfruttando la capacità di avvertire gli stati emotivi nel bambino che un adulto può calarsi nel ruolo di genitore nel migliore dei modi. Questo presuppone che l’adulto abbia un buono stato di competenza emotiva rispetto a se stesso e comprenda il ruolo che le emozioni hanno giocato nel suo percorso di sviluppo, nella sua storia relazionale. Un genitore, deve essere consapevole di validare gli stati emotivi attraversati e vissuti e di riconoscerne i significati. “Perché in questo momento mi sento triste?” “Perché quando ho bisogno di aiuto non riesco a rivolgermi a nessuno, anzi a volte attacco le persone vicine a me che mi offrono sostegno?” “Perché molte volte mi sento così confuso, perso, affaticato nella relazione con il mio bambino che invece dovrebbe farmi sentire felice, appagato, realizzato?”. Queste domande e molte altre appartengono a momenti specifici della vita di tutti i genitori. Chi sente di averle dentro di sé a volte si spaventa e cerca di rimuoverle o di non darvi peso. La persona consapevole, invece, utilizza ogni pensiero ed emozione registrato per accogliere nella propria identità le parti più affaticate o insicure. Solo avendo una consapevolezza che tutto questo ci appartiene e ci definisce potremo accogliere tutto ciò che il nostro bambino ci offre nell’ambito della relazione esclusiva che vive con noi.</p>
<p>Quando un bambino viene al mondo, ha una conoscenza di ciò che lo circonda tutta basata su ciò che il suo corpo “registra”. Il bambino fa esperienza del mondo attraverso il corpo e tale esperienza si traduce in sensazioni ed emozioni che costruiscono i suoi primi paesaggi mentali. Non è un processo semplice né scontato, ed è impossibile farlo da soli: in questo cammino tortuoso ed emozionante, lo sguardo degli adulti competenti segue, indirizza, sostiene sin dal primo giorno di vita il bambino che sperimenta. Con il tempo imparerà a differenziare tali stati in una delle sei emozioni primarie che il corpo registra, in relazione agli stimoli che gli provengono dalle situazioni in cui si trova coinvolto e che vive.</p>
<p>Il corpo riconosce in modo specifico e speciale paura, felicità, rabbia, sorpresa, disgusto, tristezza e le connota con specifiche reazioni somatiche. I genitori potranno riconoscere le emozioni che i propri figli stanno provando proprio osservando il modo in cui il loro corpo ce le racconta. Insomma, le emozioni all’interno di una relazione trovano sempre un modo per essere manifestate e comunicate, viste, analizzate e comprese: il corpo è il primo recettore che le registra e le vive. È ai genitori che un bambino affida il compito di entrare dentro ai suoi stati emotivi e immergersi nel magma in cui lui non sa fare chiarezza, sperando che la sua attivazione trovi in chi si prende cura di lui la gestione più adeguata e le risposte di cui ha bisogno. Quando un bambino sperimenta uno stato di attivazione sono proprio i genitori, con le loro interazioni, con <strong>come </strong>lo dicono e <strong>come </strong>lo fanno, a fornirgli una competenza emotiva, a dotarlo di un’educazione che si struttura, organizza e sviluppa in età evolutiva e che poi durerà per tutta la vita.</p>
<p>L&#8217; emotività consolidata è il motore di uno sviluppo globale equilibrato. E&#8217;  fondamentale, perciò, che i genitori diano gli strumenti ai propri figli, attraverso i quali questi ultimi possano andare incontro alle pieghe della vita con sicurezza e identità. il segreto sta nel riconoscere i propri figli come altro da sé e non come un proseguimento degli adulti che li hanno generati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">                                                                                                         Tiziana</p>
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		<title>&#8220;Scopo della scuola è quello di sostituire una mente vuota con una aperta&#8221;</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/scopo-della-scuola-e-quello-di-sostituire-una-mente-vuota-con-una-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 14:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gioele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Questo mese voglio dedicare un piccolo articolo al valore dell’inclusione. Per noi un valore molto importante che viviamo, ogni giorno, con immensa gioia. L’inclusione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo mese voglio dedicare un piccolo articolo al valore dell’inclusione.</strong></p>
<p>Per noi un valore molto importante che viviamo, ogni giorno, con immensa gioia.</p>
<p>L’inclusione scolastica è un concetto fondamentale per una società che si impegna a dare a tutti i bambini l’opportunità di un’istruzione di qualità. Essa implica l’accoglienza e l’integrazione di piccoli con diverse abilità, creando un ambiente di apprendimento inclusivo e rispettoso delle diversità. L’inclusione scolastica non solo favorisce la crescita personale e l’autostima dei bambini, ma crea anche una società più giusta e tollerante. È responsabilità di tutti, educatori, genitori e comunità, lavorare insieme per garantire che ogni bambino possa partecipare pienamente all’esperienza educativa, senza alcuna forma di discriminazione o esclusione.</p>
<p>Quando si insegna ai bambini si imparano molte cose. La costruzione educativa inizia fin dall’inizio, stimolando la curiosità, l’interesse, il ragionamento e l’immaginazione dei bambini. Non si tratta di insegnare loro delle nozioni, ma di insegnare loro a imparare attraverso le proprie esperienze. Questo approccio permette ai bambini di acquisire conoscenze in maniera attiva e coinvolgente, aprendo la strada a un apprendimento significativo.</p>
<p>Il nostro approccio educativo mira a stimolare la curiosità, l’interesse e l’immaginazione dei bambini fin da piccoli. Questo permette loro di imparare in modo attivo e coinvolgente, attraverso l’esperienza personale, apportando un apprendimento significativo.</p>
<p>Promuovere l’inclusione scolastica è una sfida che coinvolge tutti gli attori del sistema educativo. È un impegno condiviso da insegnanti, genitori, istituzioni e comunità, perché solo insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti i bambini. L’inclusione significa accogliere ogni bambino, indipendentemente dalle loro abilità e differenze, offrendo loro pari opportunità di apprendimento e partecipazione attiva nella vita scolastica. È un percorso che richiede sensibilizzazione, formazione e risorse adeguate, ma i benefici che ne derivano sono inestimabili: la creazione di un ambiente dove ogni individuo può esprimere il proprio potenziale e costruire una società più giusta e equa.</p>
<p>L’inclusione scolastica è un approccio che cerca di valorizzare la diversità all’interno dell’ambiente educativo, promuovendo un apprendimento di successo per tutti i bambini. Grazie a questo approccio, i bambini con disabilità o bisogni speciali sono inclusi a scuola, si dà loro l’opportunità di interagire con coetanei senza limitazioni. Questo processo favorisce la crescita sociale, l’autostima e il senso di appartenenza dei bambini diversamente abili, mentre allo stesso tempo sensibilizza gli altri bambini alla diversità e promuove l’empatia e il rispetto reciproco.</p>
<p>La scuola inclusiva permette a tutti i bambini di apprendere insieme nel rispetto dei loro tempi, valorizzando la diversità e promuovendo l’empatia.</p>
<p>Dopo questa premessa voglio raccontare l’evoluzione del Nostro G. che sta insieme a noi da quasi due anni. G. è un bambino speciale che a causa di un parto prematuro fatica a camminare e a parlare. E’ super attento, ricettivo e comunicativo.</p>
<p>Voglio riservare questo spazio per raccontare in poche righe la sua fatica iniziale ad aprirsi al mondo, a staccarsi dai genitori e ad accettare la comunità come altro da lui.</p>
<p>Con noi a scuola ha imparato a fare tante esperienze nuove e si è inserito nella comunità educativa scolastica con sempre maggior consapevolezza.</p>
<p>Ha imparato a stare insieme a noi, a condividere, a stare attento, a ridere coinvolto dall’accoglienza dell’altro. I bambini osservano ogni giorno i suoi progressi, sono attenti ai suoi bisogni e in ogni momento sono pronti a condividere con lui le sue conquiste personali.</p>
<ol>
<li>per noi è ogni giorno un valore aggiunto, ci insegna la volontà, la forza e la ricchezza dell’usare le proprie risorse per raggiungere grandi risultati.</li>
</ol>
<p>Incarna in tutta la sua interezza la valenza dell’inclusione facendoci scoprire che la diversità ha delle sfumature che rendono ricco non soltanto chi la possiede ma anche chi ha la fortuna di poterla vivere di riflesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Di una cosa siamo certi: siamo stati fortunati a sceglierci, perché nella vita ci si SCEGLIE, non ci si INCONTRA!</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>INIZIA IL NOSTRO VIAGGIO:    FESTA DELL’ACCOGLIENZA 2023   &#8220;Accogliere per definizione significa ricevere presso di sé, ammettere nel proprio gruppo una o più persone stabilmente o temporaneamente.&#8221;</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/inizia-il-nostro-viaggio-festa-dellaccoglienza-2023-accogliere-per-definizione-significa-ricevere-presso-di-se-ammettere-nel-proprio-gruppo-una-o-piu-persone-stabilmente-o-temporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 14:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo della scuola questa definizione non basta in quanto non racconta della complessità e del grande lavoro che viene fatto nel momento in cui i<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/inizia-il-nostro-viaggio-festa-dellaccoglienza-2023-accogliere-per-definizione-significa-ricevere-presso-di-se-ammettere-nel-proprio-gruppo-una-o-piu-persone-stabilmente-o-temporanea/">INIZIA IL NOSTRO VIAGGIO:    FESTA DELL’ACCOGLIENZA 2023   &#8220;Accogliere per definizione significa ricevere presso di sé, ammettere nel proprio gruppo una o più persone stabilmente o temporaneamente.&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5></h5>
<h5><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-2870 alignright" src="https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2023/10/foto.jpg" alt="bambini sagome" width="275" height="183" srcset="https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2023/10/foto.jpg 275w, https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2023/10/foto-219x146.jpg 219w, https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2023/10/foto-50x33.jpg 50w, https://www.scuolaporraneo.it/wp-content/uploads/2023/10/foto-113x75.jpg 113w" sizes="(max-width:767px) 275px, 275px" />Nel mondo della scuola questa definizione non basta in quanto non racconta della complessità e del grande lavoro che viene fatto nel momento in cui i nuovi bambini entrano in una nuova quotidianità.</h5>
<p><strong>A B C DELL’ACCOGLIENZA</strong> (Save the Children, blog)</p>
<p><strong><em>A – Ascolto, attivo     B – Bambini, protagonisti      C – Condivisione, cooperazione</em></strong></p>
<h5>Accogliere a scuola è un concetto ampio che si applica ogni giorno, una pratica ordinaria di conoscenza reciproca, collaborazione e ascolto; ascolto dei bisogni dei bambini e delle loro richieste, capire cosa ci vogliono comunicare (emozioni, paure, esperienze…).</h5>
<h5>Per fare questo è importante l’AMBIENTE inteso come spazio fisico e mentale che permette una doppia trasformazione: di chi accoglie, insegnante e personale scolastico, di cambiare aprendosi al nuovo; di chi viene accolto, bambini (senza dimenticare i genitori), che modificano le loro abitudini integrandole con il nuovo e facendole parte di loro stessi.</h5>
<h5>Su queste basi teoriche il mese di settembre 2023 è stato pensato e dedicato a tutti i nostri bambini per dare il bentornato e il benvenuto. Ai bambini che già frequentavano è stato dedicato il primo giorno di apertura dopo le vacanze estive mentre dal giorno seguente sono iniziati gli ambientamenti dei bambini nuovi. Lo spazio è stato ripensato per fare in modo che il bambino possa muoversi in autonomia al suo interno, usando il materiale che in quel momento desidera e che lo aiuti ad avere consapevolezza di ciò che accade intorno a lui senza barriere che possano limitare il suo sguardo verso l’ambiente e l’altro. I bambini già frequentanti hanno accolto con molto entusiasmo i nuovi arrivati e nel mese di settembre hanno iniziato a conoscersi un po’ di più; il loro aiuto è stato fondamentale per noi insegnanti perché sono stati da esempio per i più piccoli e ci hanno aiutato ad accoglierli nel miglior modo possibile.</h5>
<h5>Noi insegnanti, alla luce di tutto quello raccontato finora, abbiamo pensato che sarebbe stato bello creare per tutti loro un momento semplice, simpatico e di condivisione…perché non fare un picnic?!</h5>
<h5>Giovedì 5 ottobre 2023, abbiamo vissuto la Festa dell’Accoglienza. Vista la possibilità di poter sfruttare ancora lo spazio esterno ogni classe si è equipaggiata di coperta, dolcetti e succo di frutta. Balli e canti hanno reso la festa ancora più divertente.</h5>
<h5>Un momento simbolico ma che racchiude un significato molto importante: insieme è più bello!</h5>
<p style="text-align: right;">Federica e Valentina</p>
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		<title>A VOLTE, SEPPUR CON DIFFICOLTA&#8217;, BISOGNA SAPER LASCIAR ANDARE E RICORDARSI SEMPRE CHE PER FAR ENTRARE COSE NUOVE BISOGNA CREARE LO SPAZIO.</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/a-volte-seppur-con-difficolta-bisogna-saper-lasciar-andare-e-ricordarsi-sempre-che-per-far-entrare-cose-nuove-bisogna-creare-lo-spazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[inizio anno 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come insegnanti sappiamo che l&#8217;istruzione non riguarda solo il &#8216;sapere&#8217;, ma anche il saper &#8216;essere&#8217; e il saper &#8216;fare&#8217;. Partendo da questa consapevolezza e da un<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/a-volte-seppur-con-difficolta-bisogna-saper-lasciar-andare-e-ricordarsi-sempre-che-per-far-entrare-cose-nuove-bisogna-creare-lo-spazio/">A VOLTE, SEPPUR CON DIFFICOLTA&#8217;, BISOGNA SAPER LASCIAR ANDARE E RICORDARSI SEMPRE CHE PER FAR ENTRARE COSE NUOVE BISOGNA CREARE LO SPAZIO.</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come insegnanti sappiamo che l&#8217;istruzione non riguarda solo il &#8216;sapere&#8217;, ma anche il saper &#8216;essere&#8217; e il saper &#8216;fare&#8217;. Partendo da questa consapevolezza e da un lungo periodo di osservazione dei nostri bambini ci siamo rese conto di quanto sia importante abbandonare il nostro &#8216;vecchio&#8217; modo di fare scuola.</p>
<p>Vogliamo sostenere l&#8217;autonomia del bambino e il pensiero progettuale, rafforzare l&#8217;autostima e stimolare la capacità di problem solving.</p>
<p>Per fare ciò i nostri bambini non hanno bisogno di svolgere attività preconfezionate, di essere semplici esecutori di schede stampate, di eseguire compiti o vivere esperienze da noi decise a prescindere dai loro interessi, dai loro talenti o dalle sfide quotidiane che decidono di affrontare.</p>
<p>Partendo da questa premessa ci siamo prese cura dei luoghi predisposti nelle aule che sono fondamentali per favorire le azioni e i pensieri dei bambini.</p>
<p>I luoghi diventano opportunità di apprendimento, ricchi di stimoli adeguati ai bisogni dei bambini, devono comunicare il piacere d&#8217;esplorazione, colgono e forniscono senso al vissuto, stimolano ulteriori progressi e sviluppi del bambino attraverso interazioni sociali con l&#8217;ambiente e le persone.</p>
<p>La sezione così strutturata promuove la motivazione e l&#8217;inclusione, incoraggia la personale autonomia progettuale, valorizza le competenze di ciascun bambino in un percorso di tipo cooperativo.</p>
<p>In questi luoghi organizzati, differenziati e flessibili noi insegnanti accompagniamo, sosteniamo, incoraggiamo i bambini senza imporci o sostituendoci a loro, bensì rispettando i tempi di apprendimento e i desideri di ciascun bambino. Noi non siamo portatrici di sapere, ma siamo il tramite con cui ciascun bimbo compie il suo percorso di crescita.</p>
<p>In questi luoghi prediligiamo l&#8217;utilizzo di materiali destrutturati che sono in grado di rispondere alle intelligenze dei bambini.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di questi tipi di materiali è importante per vari motivi:</p>
<ul>
<li>sono aperti, cioè non hanno un modo giusto o sbagliato per essere usati</li>
<li>permettono la manipolazione</li>
<li>i bambini sono liberi di sperimentare</li>
<li>promuovono lo sviluppo di capacità motorie sia grossolane che fini</li>
<li>incoraggiano l&#8217;apprendimento in tutti i settori, sociale, emotivo, fisico, intellettuale e creativo</li>
<li>supportano la cooperazione, la risoluzione dei problemi e la negoziazione</li>
<li>sviluppano l&#8217;immaginazione e la creatività.</li>
</ul>
<p>Da questa nuova visione che, piano piano si sta facendo largo, abbiamo l’obiettivo di proporre una scuola che dia l’opportunità a ciascuno di poter essere protagonista del proprio saper fare, auspicando un bambino educato al saper scegliere ed educato all’affrontare gli imprevisti che la vita gli presenterà.</p>
<p>Tra le pieghe di questa pedagogia siamo forti del fatto che attraverso una nuova formazione ricaveremo un’educazione sempre mirata ma sicuramente più libera.</p>
<p>Buon Anno a tutti!!!</p>
<p style="text-align: right;">Jessica -Sezione Tigrotti-</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/a-volte-seppur-con-difficolta-bisogna-saper-lasciar-andare-e-ricordarsi-sempre-che-per-far-entrare-cose-nuove-bisogna-creare-lo-spazio/">A VOLTE, SEPPUR CON DIFFICOLTA&#8217;, BISOGNA SAPER LASCIAR ANDARE E RICORDARSI SEMPRE CHE PER FAR ENTRARE COSE NUOVE BISOGNA CREARE LO SPAZIO.</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
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		<item>
		<title>“Non è importante quanto sei occupato, trova il tempo per riflettere, pensare, dare e pianificare.&#8221;</title>
		<link>https://www.scuolaporraneo.it/non-e-importante-quanto-sei-occupato-trova-il-tempo-per-riflettere-pensare-dare-e-pianificare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 14:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il diario della maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Pensando alla scuola di questi giorni e al momento storico in cui viviamo mi viene in mente un articolo scritto sul Corriere della Sera, dal<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/non-e-importante-quanto-sei-occupato-trova-il-tempo-per-riflettere-pensare-dare-e-pianificare/">“Non è importante quanto sei occupato, trova il tempo per riflettere, pensare, dare e pianificare.&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Pensando alla scuola di questi giorni e al momento storico in cui viviamo mi viene in mente un articolo scritto sul Corriere della Sera, dal filosofo e sociologo Galimberti che esprime un’opinione ben precisa sul tema che un insegnante su dieci riesce ad essere empatico: <em>“In particolare, si deve evitare di considerare i bambini e quindi i futuri studenti come dei semplici contenitori da riempire con nozioni.”</em></p>
<p>L’articolo continua affermando che sono pochi gli insegnanti in grado di risvegliare l’interesse e l’entusiasmo dei bambini, poiché, come affermava Platone, la mente non si apre se prima non si apre il cuore. Tuttavia, prosegue Galimberti solo il 10% degli educatori è in grado di svolgere questa importante funzione.</p>
<p><em>“Educare vuol dire seguire l’aspetto emotivo dei bambini che saranno gli adulti del domani. Nella scuola, è necessario perciò portare i piccoli dalla pulsione all’emozione, ovvero far sentire loro una risonanza emotiva rispetto al proprio comportamento; </em>la scuola, prosegue l’esperto, non deve far <em>“passare una nozione da una testa all’altra”</em> perché non deve istruire ma bensì educare.</p>
<p><em>Educare, quindi, vuol dire portare al sentimento, perché i sentimenti sono fenomeni culturali, non naturali, quindi si imparano. Il problema perciò per Galimberti è questo: diventare uomini. A prescindere dal tipo di scuola, lo scopo della scuola fino a 18 anni è formare l’uomo, le competenze, afferma, verranno poi di conseguenza.</em></p>
<p>Partendo dalla premessa di quest’articolo utilizzo questo spazio per fare una riflessione sul sistema scolastico odierno che risulta oramai un pò vetusto e a tratti privo di carisma.</p>
<p>Fare educazione oggi è molto più complicato e allo stesso tempo affascinante. Viviamo nella cultura dell’autocontrollo e questo significa che siamo condizionati dal voler sapere, quasi sempre, cosa accadrà. Il bambino di oggi vive in una società virtuale dove la tecnologia prende spesso il posto della passeggiata all’aria aperta, prende il posto alla possibilità di fare esperienza.</p>
<p><strong><em>Esperienza </em></strong>è una delle parole chiave che costituiscono il nostro nuovo approccio educativo che vede il bambino attivo, autonomo e competente. Partendo da questo presupposto l’ambiente diventa <strong><em>il terzo educatore</em></strong>, inteso come risorsa che sostiene l’apprendimento spontaneo del bambino; esso è costituito da luoghi da abitare, in cui il bambino fa esperienza e intesse rapporti. E’ un approccio educativo che vede le insegnanti/educatrici nel ruolo di registe e di facilitatrici di apprendimenti, capaci di curare l’ambiente arricchendolo sempre di nuovi spunti di sperimentazione, il tutto partendo dall’osservazione dei bambini e delle loro ricerche, con lo scopo di raggiungere i necessari obiettivi di crescita sviluppando, prima di tutto, i talenti di ciascuno. Il cammino verso questo nuovo sguardo è lungo e complesso, ma allo stesso tempo molto affascinante perché ci permette di “sganciarci” dal sistema vecchio del fare programmi ancor prima di conoscere i bambini. Ci permette di immergerci nella personalità di ciascun nostro piccolo e leggerla con degli <strong><em>“occhiali”</em></strong> diversi che sono quelli dell’unicità di ognuno. Il tutto contornato, come dice Galimberti, da una grande risorsa che ogni insegnante/educatore deve assolutamente possedere ed è l’empatia, senza di essa la figura di riferimento non potrà mai indossare quegli <strong><em>occhiali con lenti speciali</em></strong> che le permettono di leggere l’emotività del bambino, motore del suo apprendimento.</p>
<p>E’ una grande sfida a cui noi crediamo molto e costituirà da ora in poi l’anima del nostro lavoro.</p>
<p>Chiudiamo l’anno così con la convinzione che questo nostro nuovo approccio educativo, per cui ci stiamo formando con tanto impegno, sia davvero ciò che per la nostra scuola può fare la differenza.</p>
<p>Adesso ci prepariamo alla nostra attività ricreativa di luglio intitolata: <strong>“Luglio con il bene che ti voglio”</strong> dove continueremo a presentare un ambiente ricco di stimoli atti a stimolare e a risvegliare gli interessi e i talenti di tutti i bambini. La scuola chiuderà per il periodo estivo il <strong>21 luglio</strong> e riaprirà il <strong>4 settembre</strong> per grandi e mezzani e il <strong>5 settembre</strong> per i piccoli nuovi iscritti e la sezione primavera.</p>
<p>Buona Estate!</p>
<p>Alessia e lo staff della scuola Porraneo</p>
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<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #000000;"><em>“Il </em><a style="color: #000000;" href="https://www.frasicelebri.it/argomento/bambini/"><em>bambino</em></a><em> non è un </em><a style="color: #000000;" href="https://www.frasicelebri.it/argomento/casa/"><em>vaso</em></a><em> da riempire, ma un fuoco da </em><a style="color: #000000;" href="https://www.frasicelebri.it/argomento/agire/"><em>accendere</em></a><em>.”</em></span></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.scuolaporraneo.it/non-e-importante-quanto-sei-occupato-trova-il-tempo-per-riflettere-pensare-dare-e-pianificare/">“Non è importante quanto sei occupato, trova il tempo per riflettere, pensare, dare e pianificare.&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.scuolaporraneo.it">Scuola dell&#039;infanzia Porraneo</a>.</p>
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