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Genitori in trappola – parte seconda

Genitori in trappola – parte seconda

Introduzione:

L’altro sabato mi è capitato di vedere su un canale digitale un cartone per bambini: I Fantagenitori. Questi moderni Geni di Aladino, che risolvono (quasi) tutti i problemi del bambino protagonista, fanno quello che in tante occasioni cerco di fare anch’io: spianare la strada ai miei figli. Ci sono sere, soprattutto quando non ce la faccio più, in cui vado in crisi e mi chiedo: Sto facendo il bene dei miei piccoli agendo in questo modo?”

 

 

Prima provocazione:

“Se dai un pesce ad un affamato lo nutri per un giorno. Se gli insegni a pescare lo sfamerai per sempre”. Il Mago Stoff con la sua magia alternativa potrebbe offrirci qualche spunto per rispondere al problema del giusto equilibrio nell’educare.

 

IL MAGO STOFF

 

Il mago Stoff lavora in televisione, su Canale 21. Fa magie con le sue pezze colorate in un programma per bambini. E’ un mago molto elegante. Indossa un abito di seta tutto blu. Porta un cappello a cilindro blu. Sul cappello e sul vestito ci sono tantissime stelline dorate. Sulla camicia bianca ha messo un bellissimo cravattino rosso. Le sue scarpe nere sono sempre lucide come uno specchio. In mano tiene una bacchetta magica argentata e nella valigia marrone ci sono le sue stoffe magiche.

Stoff, con i suoi panni, sa fare qualsiasi magia. Vuoi una tovaglia? Vuoi un vestito da Zorro? Un velo da sposa? Stoff ti esaudirà in un baleno.

Il mago non è più contento del suo lavoro. Anzi, è sempre più triste e, un bel giorno, decide di andarsene da Canale 21. Infatti era già da qualche mese che i bambini non si divertivano più con le magie di Stoff, e questo dispiaceva moltissimo al mago:

–          A che servo se i miei piccoli spettatori non si divertono più? pensava.

E così decise di lasciare la televisione per cui lavorava, abbandonando a metà la sua trasmissione.

Il mago Stoff esce dagli studi televisivi. Si assicura che nessuno lo stia osservando e prende dalla sua valigia una stoffa molto dura. La mette a terra e la trasforma in un tappeto volante. Si sistema sul tappeto e parte immediatamente alla ricerca di qualcuno a cui possano piacere le sue magie.

Il mago Stoff atterra su un prato tutto fiorito. Il suo sguardo si dirige però su un piccolo gattino, tutto tremante, nascosto in mezzo alle margherite. E’ un gatto grigio, tanto magro che si vedono le ossa.  Il suo pelo è arruffato e spettinato. Ha un odore sgradevole e miagola in continuazione.

Il mago allora prende dalla sua valigia un pezzo di lana, morbida e calda. Fa una magia e lo trasforma in una calda coperta.

Avvolge il gattino e lo mette sotto l’ombra di un faggio. Dopo qualche ora il micetto sta meglio, non ha più freddo, la febbre gli è passata.

Ormai è giunta sera. E si avvicinano dei nuvoloni scuri. Comincia anche a gocciolare. Il mago Stoff allora apre la valigia e prende una stoffa colorata, resistente ma leggera. La trasforma in un baleno in una bella tenda da campeggio. Prima che arrivi l’acquazzone, il mago Stoff e il gattino grigio sono già al riparo.

Il mattino seguente il mago saluta il gattino e riparte sul suo tappeto. Mentre sorvola un bel ruscello sente una formica che chiede disperatamente aiuto:

–          Aiutatemi! Non riesco più a tornare a riva con la mia barchetta.

Il mago non perde tempo. Atterra immediatamente. Apre la sua valigia e tira fuori un pezzetto di stoffa leggera, forse di seta. Lo trasforma in una vela. Così la barca della formica può sfruttare la forza del vento e tornare a riva.

Mentre la formica scende dalla barca, Stoff la saluta e riprende il suo viaggio sul tappeto magico. In poco tempo raggiunge il mare. E’ un pomeriggio afoso e sulla spiaggia sono tutti accaldati. Il sole è molto forte. Il mago allora tira fuori dalla valigia un pezzo di stoffa di mille colori e lo trasforma in un enorme ombrellone che accoglie otto bambini e due mamme.”

“Ora il mago Stoff sta volando proprio sopra la nostra scuola/casa e .. sta guardando proprio te. Ti chiama e ti dice:

–          Sei un bambino simpatico! Ti voglio fare un regalo con le mie magie. Cosa vorresti?”

(Pietro Bosello, Animare i contesti scolastici, La Scuola, Brescia)

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